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Misurazione della radiazione ultravioletta

UV index e suo andamento

L’indice UV è un indicatore numerico creato appositamente per stimare l'intensitá dell'impatto biologico della componente ultravioletta della luce solare; il suo valore risulta proporzionale alla potenza della componente UVB incidente.


I colori utilizzati nella tabella sottostante sono associati a diverse fasce di intensitá della radiazione UVB, sulla base delle indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanitá (WHO).

Nessuna protezione

Nessuna protezione

Giornata tipicamente invernale, con un grado di insolazione ridotto per la nuvolosità estesa, ore serali o di primo mattino in estate

Occhiali

Occhiali

Giornata soleggiata in stagioni intermedie in località di pianura oppure giornata soleggiata in inverno in località di montagna

Maglietta

Maglietta

Ore centrali di una giornata soleggiata nella stagione estiva oppure giornata soleggiata in località di montagna

Ombrellone

Ombrellone

Ore centrali di una giornata molto soleggiata in pieno periodo estivo oppure giornata ben soleggiata in località di montagna

Casa

Casa

Ore centrali di una giornata molto soleggiata in pieno periodo estivo oppure giornata ben soleggiata in località di montagna

In condizioni normali, alle medie latitudini e al livello del mare, l’indice UV rientra in valori compresi tra 1 e 10, ma può assumere valori anche elevati salendo con la quota e a latitudini basse (fino anche a 15 o 20 unità, corrispondenti a 0.4-0.6 W/m^2 di potenza incidente nell’ultravioletto di tipo B).

I principali fattori che influenzano l'intensità della radiazione UVB (e quindi l'indice) sono:

  1. altezza del sole sull'orizzonte. La radiazione è maggiore quanto più alto è il sole rispetto all'orizzonte:
    - è maggiore alle basse latitudini (verso l'equatore) e minore alle alte
    - è più alta nei mesi estivi
    - è massima in corrispondenza al mezzogiorno solare
  2. spessore dello strato di ozono nella stratosfera. La radiazione viene in parte assorbita dallo strato di ozono. Pertanto maggiore è lo strato di ozono, minore è la radiazione che giunge al suolo e viceversa. Lo spessore dello strato di ozono può variare di giorno in giorno anche alle nostre latitudini
  3. quota. Poiché la radiazione incidente, una volta superato lo strato di ozono stratosferico, viene in parte assorbita anche dagli strati bassi dell'atmosfera, più ci si eleva rispetto alla superficie del mare e minore è l'assorbimento. In particolare l'intensità ultravioletta aumenta circa del 8-10% per km di quota: a 3000 m si può avere anche il 30% di radiazione in più
  4. presenza di nubi. La presenza di nuvolosità riduce in genere la radiazione ultravioletta ma dipende fortemente dal tipo di nubi, dal loro spessore e dalla loro estensione (può variare dal 20% al 80% di riduzione). Le nubi sottili non determinano una significativa riduzione della radiazione
  5. riflessione della radiazione incidente da parte delle superfici. La riflessione su superfici chiare aumenta sensibilmente l'intensità della radiazione: la sabbia l’aumenta anche del 30%; la neve fino all'80%!
  6. ombra. L'ombra diminuisce l'intensità della radiazione ultravioletta assorbita, perché blocca la componente direttamente incidente. Tuttavia non viene bloccata la componente diffusa e quella riflessa dalle superfici. In genere l'ombra può dimezzare l'intensità della radiazione ultravioletta

La variazione dell'indice UV nel corso dell'anno e nel corso di una tipica giornata estiva, viene esemplificato nei grafici di seguito riportati, ottenuti con i dati delle stazioni di Teolo (PD) e di Jesolo-Cavallino (VE) nel corso dell'anno 2003.

Questo grafico rappresenta l'andamento dell'indice UV massimo giornaliero per l'annata marzo 2003 – marzo 2004.

Si osserva l'andamento stagionale, con i valori più alti (7-8) registrati nel periodo giugno-luglio, e i minimi nei mesi di dicembre e gennaio. Le oscillazioni giornaliere sono principalmente dovute alla nuvolosità e alle variazioni dello spessore dello strato di ozono.

Questo secondo grafico corrisponde a una giornata con nuvolosità nulla ed evidenzia come l'insolazione ultravioletta massima a cielo sereno si registra circa alle ore 12 solari, mentre il valore scende fino a dimezzarsi circa 3 ore prima o tre ore dopo il massimo delle 12.

Da ciò la regola conosciuta di evitare l'esposizione nelle ore centrali e di prediligere invece le ore mattutine e pomeridiane.

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