UV index e suo andamento
L’indice UV è un indicatore numerico creato appositamente per stimare l'intensitá dell'impatto biologico della componente ultravioletta della luce solare; il suo valore risulta proporzionale alla potenza della componente UVB incidente.
I colori utilizzati nella tabella sottostante sono associati a diverse fasce di intensitá della radiazione UVB, sulla base delle indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanitá (WHO).
In condizioni normali, alle medie latitudini e al livello del mare, l’indice UV rientra in valori compresi tra 1 e 10, ma può assumere valori anche elevati salendo con la quota e a latitudini basse (fino anche a 15 o 20 unità, corrispondenti a 0.4-0.6 W/m^2 di potenza incidente nell’ultravioletto di tipo B).
I principali fattori che influenzano l'intensità della radiazione UVB (e quindi l'indice) sono:
- altezza del sole sull'orizzonte. La radiazione è maggiore quanto più alto è il sole rispetto all'orizzonte:
- è maggiore alle basse latitudini (verso l'equatore) e minore alle alte
- è più alta nei mesi estivi
- è massima in corrispondenza al mezzogiorno solare
- spessore dello strato di ozono nella stratosfera. La radiazione viene in parte assorbita dallo strato di ozono. Pertanto maggiore è lo strato di ozono, minore è la radiazione che giunge al suolo e viceversa. Lo spessore dello strato di ozono può variare di giorno in giorno anche alle nostre latitudini
- quota. Poiché la radiazione incidente, una volta superato lo strato di ozono stratosferico, viene in parte assorbita anche dagli strati bassi dell'atmosfera, più ci si eleva rispetto alla superficie del mare e minore è l'assorbimento. In particolare l'intensità ultravioletta aumenta circa del 8-10% per km di quota: a 3000 m si può avere anche il 30% di radiazione in più
- presenza di nubi. La presenza di nuvolosità riduce in genere la radiazione ultravioletta ma dipende fortemente dal tipo di nubi, dal loro spessore e dalla loro estensione (può variare dal 20% al 80% di riduzione). Le nubi sottili non determinano una significativa riduzione della radiazione
- riflessione della radiazione incidente da parte delle superfici. La riflessione su superfici chiare aumenta sensibilmente l'intensità della radiazione: la sabbia l’aumenta anche del 30%; la neve fino all'80%!
- ombra. L'ombra diminuisce l'intensità della radiazione ultravioletta assorbita, perché blocca la componente direttamente incidente. Tuttavia non viene bloccata la componente diffusa e quella riflessa dalle superfici. In genere l'ombra può dimezzare l'intensità della radiazione ultravioletta
La variazione dell'indice UV nel corso dell'anno e nel corso di una tipica giornata estiva, viene esemplificato nei grafici di seguito riportati, ottenuti con i dati delle stazioni di Teolo (PD) e di Jesolo-Cavallino (VE) nel corso dell'anno 2003.
Questo grafico rappresenta l'andamento dell'indice UV massimo giornaliero per l'annata marzo 2003 – marzo 2004.
Si osserva l'andamento stagionale, con i valori più alti (7-8) registrati nel periodo giugno-luglio, e i minimi nei mesi di dicembre e gennaio. Le oscillazioni giornaliere sono principalmente dovute alla nuvolosità e alle variazioni dello spessore dello strato di ozono.
Questo secondo grafico corrisponde a una giornata con nuvolosità nulla ed evidenzia come l'insolazione ultravioletta massima a cielo sereno si registra circa alle ore 12 solari, mentre il valore scende fino a dimezzarsi circa 3 ore prima o tre ore dopo il massimo delle 12.
Da ciò la regola conosciuta di evitare l'esposizione nelle ore centrali e di prediligere invece le ore mattutine e pomeridiane.